sabato 22 febbraio 2014

IL PRINCIPIO


“Da dove sono venuto? Da dove mi hai preso?”
domandava il bambino alla mamma.
Metà piangendo, metà ridendo, rispose
stringendosi il bambino al seno:
“Tu eri nascosto nel mio cuore
come un desiderio, amore mio.
Tu eri nelle bambole dei miei giochi infantili,
in tutte le mie speranze,
in tutto il mio amore,
nella mia vita e in quella di mia madre
eri tu che vivevi.
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TAGORE

GOCCIOLINA



Gocciolina

All’alba, una gocciolina di rugiada
brillava su una foglia lucida.
Una farfalla passò di là
e volteggiando sussurrò:
“Gocciolina, come staresti bene
sul mio vestito azzurro”.
“Saresti ammirata da tutti
se venissi ad ingemmare
la mia tela d’argento”
le disse il ragno.
“Vieni ad illuminare la mia casa”
la pregò la formica.
Gocciolina si guardò attorno
un po’ confusa
e scorse per terra un piccolo fiore,
inaridito e senza vita.
Pareva dicesse: “Ho sete”.
Gocciolina scivolò rapida sulle foglie lucide
e si lasciò cadere ai piedi del fiore appassito
che subito riprese vita.


S. LAWRENCE

IL BAMBINO IMPARA CIò CHE VIVE


lunedì 10 febbraio 2014

IL BAMBINO IMPARA CIÓ CHE VIVE

Se vive nel rimprovero,
diverrà più intransigente
Se vive nell’ostilità,
diverrà più aggressivo
Se vive nella derisione,
diverrà più timido
Se vive nella serenità,
diverrà più equilibrato
Se vive nell’incoraggiamento,
diverrà più intraprendente
Se vive nell’apprezzamento
diverrà più comprensivo
Se vive nella lealtà,
diverrà più giusto
Se vive nella chiarezza,
diverrà più fiducioso
Se vive nella stima,
diverrà più sicuro di sé
Se vive nell’amicizia,

diverrà veramente amico per il suo mondo.

domenica 9 febbraio 2014

…ero molto preoccupata e angosciata perché in certi momenti non lo sentivo muovere, ma quando poi si muoveva mi sembrava che si muovesse troppo e ciò mi angosciava ancora di più. E più mi domandavo se non stesse bene, più lo sentivo muovere, agitarsi e pensavo che soffrisse. E lui si muoveva ancora di più. allora ho provato a stendermi restando sola con lui e mentre io mi calmavo lui subito si calmava. Riuscivo a sentirlo e ne immaginavo la posizione: era come se si rilassasse anche lui”.


Della naturale permeabilità da parte del bambino delle dinamiche inconsce dei genitori ce ne parla Jung: “gli influssi più forti che agiscono sui bambini non provengono affatto dall’atteggiamento cosciente dei genitori, bensì dal loro sfondo inconscio”. Le problematiche inconsce individuali sia della madre, che di entrambi i genitori o della coppia genitoriale o della famiglia agiscono con una particolare “contagiosità” nel mondo interno del bambino: l’atteggiamento genitoriale di cui Jung vuole sottolineare l’importanza, più che riferibile a un ordine morale è una vera e propria mancanza di consapevolezza, di “inconscietà” dei genitori rispetto alla propria vita psichica.

sabato 4 gennaio 2014

Nel lavoro di crescere i figli, le cose importanti si fanno momento per mo- mento, mentre accadono i fatti della vita. Non esistono lezioni, né momenti specifici per imparare (Winnicott, 1993).
La nostra cultura coltiva un’idea astratta del diventare adulti. Non è la nascita di un figlio che fa maturare; molti anzi hanno comportamenti «immaturi» specialmente con i famigliari, e non c’è nulla di anormale o di sbagliato in questo. Se sostenessimo che è necessario, prima di diventare genitori, essere maturi, avere una sana autostima, saper ascoltare ecc., metteremmo una grossa ipoteca sulla maggior parte delle famiglie. L’autostima e il senso di competenza nascono dentro relazioni di rispetto reciproco, sono generate da azioni integre. Un genitore agisce in modo integro quando assume la responsabilità personale e sociale, e così facendo consente al figlio di fare lo stesso (Juul, 2001).

mercoledì 1 gennaio 2014

Oggi vi voglio parlare di "Beata Incoscienza"!!!
"Beata Incoscienza" è un modo di dire, quasi un rimprovero che si fa ai più giovani quando questi commettono un colpo di testa, un gesto avventato...
Io l'ho riscoperta in queste vacanze di Natale e ho camcellato la negatività e l'anagrafe a queste due parole...anzi voglio condividere con voi questo articolo, voglio condividere il come poter trasformare la "Beata Incoscienza" in voglia di vivere che ci sorprende a tutte le età.

Beata Incoscienza: due parole magiche!!! Un bambino le scrive su un foglio a quadretti di un quaderno di scuola elementare, con la "B" e la "I" maiuscole. Un giovane di venticinque anni le scrive dietro al certificato di matrimonio, a matita, senza che nessuno se ne accorga. Un uomo anziano e stanco le scrive con una penna stilografica che non si usa più, nell'ultima pagina di un suo diario.E noi le scriviamo ogni sera, prima di addormentarci??? Ovunque!!! Con il dentifricio sullo specchio del bagno, sul nuovo calendario di cucina, nell'agenda telefonica...???

Scriviamole, per non perdere l'entusiasmo di buttarci dal trampolino della vita nei momenti più difficli; per imparare finalmente a giocare con l'aquilone sulla spiaggia; per bere un bicchiere di pioggia, un bicchiere d'acqua venuta giù dal cielo, pura, solo per noi, acqua priva di etichette; per scalare una montagna di neve e arrivati sulla cima piantare una bandiera bianca di libertà e tornare a valle più innamorati della vita.

In tal modo diventa addirittura logico cambiare lavoro da un giorno all'altro, lasciarsi andare ad una passione impossibile. E finalmente ci smascheriamo, mostrando senza paura la nostra vera personalità. Così, per mettere al mondo un figlio, nessuno può più giudicare se siamo "troppo giovani" o "troppo anziani". 
Animati dalla "Beata Incoscienza", ovviamente in buona fede, noi diamo finalmente il meglio, liberi da false convenzioni o da facciate di compromesso.

Beata Incoscienza! Non sopravvivere! Ma vivere!!!